martedì 14 agosto 2012

Domenica è uscito un giro inedito, luoghi poco conosciuti ai miei due compagni, Edoardo e Matteo. Come previsto si usciva in mtb, per vari impegni visto anche il periodo, molti erano in ferie. Così chi rimane a casa si ritrova in piazza per un giro in mtb. Dove si va? Il Mante sbotta deciso, in Calvarina, voglio far conoscere i sentieri che qualche mese fa ho esplorato in solitudine. In verità su 50km fatti una ventina  ero sicuro degli altri siamo andati a naso, o meglio alla cazzo. Solo un paio di volte siamo tornati indietro, per il resto abbiamo trovato sempre uno sbocco. Con fierezza ho fatto visitare la salita del cimitero di Sorio, fino alla Agugliana, poi un km di asfalto verso San Margherita, a Omomorto svolta a dx nella Terramara, battezzato da me stesso il Vietnam. Sentiero gran parte in single track, in mezzo ad un fitto bosco su saliscendi. Così si arriva fino ai Salvadori, sopra Arzignano, da qui inizia un tratto sconosciuto, si inizia andare a naso. Si passa da agriturismo Celestina, poi contrada Gallo, sopra Chiampo e su per una salita in tornanti impegnativa. Bello il paesaggio e anche il sentiero. Sempre circondati da alti castagni, si arriva in Calvarina sotto l'ultima base. Qui Matteo conosce un sentiero che arriva in un prato la cui vista si perde su tutta la pianura sottostante, si scende verso la strada asfaltata che passa da tutte le basi, si attraversa e altro sentiero che ci porta a Brenton. La mia idea era di fare la valle dei Cervi, ma la curiosità di salire e arrivare a San Margherita era tanta. Così si sale ancora, si passa tra maneggi e contrade che manco conoscevo la loro esistenza. Alla fine si arriva a Santa Margherita. Altro giro per vedere la strada fatta dal conte Pantano alcuni mesi fa, passando dalla chiesa di Santa Margherita e ritorno nuovamente in paese. Qui si può dire che finisce la nostra eplorazione, Si scende dalla pista di Motocross fino ad arrivare a Gambellara, sentiero degli alpini Terrossa e ritorno a casa dalle albare. 50km fatti, togliendo circa 10km di asfalto fatto tra trasferimenti e collegamenti, il risultato finale è una quarantina di km sterrati, inediti completamente diversi da quelli a cui siamo abituati, personalmente li trovo piacevolissimi da percorrere. Osservandomi in giro ce ne sono ancora molti da esplorare, prima fra tutte è la val paradiso a Roncà. Foto non ne ho fatte perchè il posto è un segreto, diciamo che mi sono dimenticato di usare la macchina fotografica.

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