mercoledì 6 febbraio 2013

TOSTO STO OTTO

E' stato messo in pratica il mio circuito, dico mio perchè l'ho pensato io e quindi me lo sono fatto mio. Inizio con una descrizione del giro. Parto in bdc da Monteforte, Costalunga Terrossa. In piazza a Terrossa salgo a fianco la chiesa e continuo verso Roncà. E' un continuo saliscendi tendente a salire.Ci sono un paio di rampette prima di arrivare al muro che l'ho battezzato Muro della moschea, perchè? Perchè al termine c'è una moschea, ovvio. Sono le ex scolette di San Zeno di Roncà. Li svolta a sx direzione Roncà. Il muro della moschea merita una riflessione: L'è duro e basta, ma avendolo fatto all'inizio si può dare la colpa alla gamba che deve scaldarsi. Arrivo ad uno stop, a dx salgo a Santa Margherita, a sx scendo a Roncà. Scendo e passo la piazza e alla Casara svolta a dx e subito a sx, incontro la strada del Duello. Leggero vallonato e due tre rampette da fare a canon, arrivo in provinciale l' attraverso e giro al ponte di ferro di Montecchia, piazza di Montecchia, passo a fianco alla chiesa e passo anche il tunnel al suo fianco. Continuo sulla strada secondaria per passare in varie contrade fino ad arrivare ai Gambaretti. Su questa strada inizia il bello. Varie rampe si susseguono, ma sono due che fanno male, ma proprio male, tanto che ancora adesso ho le gambe con le farfalle dentro. E' la seconda volta che l'affronto dal versante di Montecchia e devo dire che fanno male assai. La fase di saliscendi termina al ponte di San Giovanni Ilarione dietro l'ex calzaturificio Valbrunella. Meno male che termina li. Il ritorno tutto in provinciale fino a casa. Sto circuito mi appassiona perchè è molto versatile, è un otto  che si può affrontare da San Giovanni in giù, in sù come l'ho fatto io, oppure spezzare la fase di salita in due, una fino a Roncà l'altra che parte da San giovanni. Oggi devo dire che sentivo ancora le gambe legnose, ma la pedalata era efficacie, un giro di 35km vallonati chiusi in 1 ora e 18, penso che non sia male. Queste salitelle non sono lunghissime ma fanno male, tanto da farmi sbuffare e desiderare di vedere il termine della salita, in una di queste ai Gambaretti, una nonna mi chiede sarcasticamente: ''Ela dura?'' E io sbuffando come un cinghiale in corsa:'' Secondo ela(lei) dopo una salita del genere, vienla(viene) dura? Non so se l'abbia capita, ma dopo una battuta del genere ho riso fino a San Giovanni, in certi momenti quando le endorfine sono in circolo mi escono cose inaspettate dalla bocca.

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