giovedì 31 maggio 2012

PROCESSO ALLA TAPPA

Tappa rigorosamente in bdc, visto il temporale di stamattina ho preferito le ruote fini per non incontrare fango, quest'anno ne ho incontrato abbastanza alla Prosecchissima e basta per tutto l'anno.
Partenza attorno alle 12, beh un pò prima 11,26 per la precisione. Visto che in negozio mi stavo grattando i marroni, ho pensato che anche la sella della bici può fare la stessa funzione, forse si sentiranno un pò soffocare in quella posizione, ma fa lo stesso. Dove vado, monti di Lonigo? No troppo facile, Cazzano-Monti? Quasi quasi, ma è troppo brulla, poi la discesa a Montecchia è piena di buche e scivolosa.   Badia e la Pala? Ni, facilina come salita, Brenton? Si si in questo periodo al Mante gusta molto la Calvarina, Allora si parte. Costalunga, Terrossa, i saliscendi che mi portano a Roncà mi aiutano a scaldarmi. Pedalo agile, mi sento benino, non al massimo, penso che la tappa di lunedì che mi ha visto salire a Sprea a bomba, abbia i suoi effetti sulla condizione di oggi. Inizia la salita, per me indecifrabile, non riesco a capire quali punti siano più duri. I continui tornanti non facilitano il recupero, comunque salgo bene. Subito resto agile,poi mi stufo di pedalare sul treciclo e metto un rapporto più impegnativo. Le pedalate sono attorno ai 70 colpi, i battiti sono 170, ma fanno fatica a salire, ho visto che il massimo sono stati 180 oggi. Comunque non mi sono mai sentito in affanno, la velocità non è mai scesa sotto gli 11 orari, anzi in certi punti ho visto i 17, vabbè nei pochi tratti in cui spiana ho toccato i 21, ma non ne tengo conto. A metà salita inizia a piovere ma ormai sono in ballo e si balla. Arrivo in paese a Brenton e guardo il cronometro, 20 minuti circa non male per me, la salita continua ma allora ne perdo il conto, al gpm esce il sole e afa. I tratti che seguono sono saliscendi, qui faccio girare le gambe fino alla Agugliana. Discesa a Montorso, boia che brutta, pensa farla in salita. Freno e la bici va avanti lo stesso, sbaglio un paio di curve, ma arrivo in paese sano e salvo. Da qui fino a casa ci sono 12km in piano, interrotti da un paio di rampe da fare a canon e così è stato. Beh niente male oggi, sulla rampa di Montebello ho visto le virgolette blu, ma per il resto non male.
Mi è tornata l'abbronzatura del ciclista, ops del muratore. Mani bianche braccia scure segno dei pantaloncini e delle calze. Mia moglie dice che sono orribile, ma io ne vado fiero. E' un marchio, non ho il segno del caschetto nonostante lo indossi sempre, ma di questo segno preferisco farne a meno. Mi è rimasto impresso Walter Costa, 3 anni fa alla Prosecchissima, quando l'ho incontrato al ristorante la sera prima della gara. Aveva zigomi,  mezza fronte, naso e mento scuri, il resto della faccia bianchi. Laura mi chiese perchè si era messo il cerone così male, che ne so gli risposi, sarà una moda.. Girai la domanda a Beghini e lui con molta naturalezza disse che era il segno del caschetto....... Io ero alle prime armi con la mtb, ma ogni volta che esco con il sole spero sempre di non tornare con il segno del caschetto

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